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4 aprile , 2007 / SweetRay

I nostri diritti telematici

Circa due ora fa pensavo di scrivere un articolo su “internet e comunicazione”, volendo cercare di scoprire come possiamo, attraverso il web, avvicinarci alla verità che spesso viene oscurata o dimenticata dai mass-media più comuni, ma la mia attenzione e curiosità femminile mi ha fermato, invece, su altre pagine di internet molto interessanti…
Internet spesso, almeno per la maggior parte della gente, viene visto come uno strumento utile che permette di cercare (velocemente) le informazioni che ci interessano; siamo tutti a conoscenza che anche in rete “non è tutto oro quello che luccica”, anche internet ha i suoi limiti e spesso noi fruitori del web ce ne accorgiamo. Il mio discorso, però, non vuole cadere nel moralismo, niente pappardelle su video-shock, su informazioni fasulle e o modificate…
No, oggi volevo avvertire chi, come me, non ne è a conoscenza, che c’è un’associazione italiana che tutela tutti noi consumatori telemetici. Il sito su cui sono capitata è quello di Alcei, sito senza molti colori e immagini, ma sicuramente con molto da dire. Ho scoperto che l’Alcei è “l’associazione per la libertà nella comunicazione elettronica interattiva”, sigla lunga ma esauriente; non si tratta di un’associazione politica (non siamo qua infatti per fare politica), ma di una libera associazione di cittadini telematici che come scopo si è prefissata quello di difendere i diritti dei consumatori nel web. La sua ala protettiva, se così possiamo azzardare a definirla, si estende ai singoli che si appropinquano al web, ma si posa anche sui grandi siti, non dimenticando anche operaroti e gestori di siti, che con fatica e tanta passione vogliono comunicare qualcosa alla comunity elettronica. L’Alcei è a favore della libertà, ma non si tratta di una libertà “totale, assoluta e senza limiti”, infatti è munita di un codice di comportamento da rispettare, la libertà di espressione comunque sia è uno dei punti essenziali dell’ etica di Alcei.
L’associazione è nata nel 94, anno dell’ “Italian Crackdown” (per chi non sapesse di cosa si tratti, consulti gli articoli a riguardo su Peacelink), ma i curatori del sito assicurano che il progetto di Alcei è a lunga durata e la sua origine non è stata determinata dai sequestri dei BBS.
Non si deve comunque limitare l’azione di questa associazione al ruolo di tutela della libertà, infatti c’è un altro compito che consiste nel fornire informazioni o comunicazioni, altro fattore importante nel settore della telematica.
La domanda che allora sorgerà spontanea, almeno alla maggior parte delle persone, è : ma se l’associazione non ha nulla a che fare con partiti o governo, da dove prende il denaro? L’attività è basata sul volontariato e le risorse sono offerte da alcuni suoi iscritti, accetta le donazioni a meno che queste non siano condizionanti. Questo mi sembra un fattore rassicurante che non deve passare in secondo piano, certamente non voglio tessere lodi affrettate per qualcosa che ho notato girando per il web ma mi sembrava doveroso spendere due parole su questo progetto che a prima vista sembra essere molto utile per noi consumatori del web.

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